York è una città davvero affascinante. Una cittadina medievale che, per atmosfera, mura e stratificazione storica, può ricordare alcune città italiane come Ferrara, Perugia, San Gimignano, Lucca, Arezzo o Bergamo Alta. Questa però è in salsa britannica, ed è considerata una delle città più infestate d’Europa.
Fondata dai Romani nel 71 d.C., York ha visto passare invasioni vichinghe, la conquista normanna e guerre civili: secoli di storia che hanno lasciato dietro di sé oltre mille fantasmi. Oggi gli spettri sono diventati una vera attrazione, tanto che la città è celebre per i suoi ghost tour, itinerari guidati che conducono nei luoghi più infestati. Purtroppo non riusciamo a prenderne parte, ma l’atmosfera si respira comunque ovunque.
Ci svegliamo intorno alle 8:30. Dopo colazione, lasciamo le bici nel giardino della guesthouse (per fortuna ci è permesso) e usciamo a piedi.
Ci perdiamo volentieri nel dedalo di stradine medievali chiamate gate, fino a trovarci di fronte all’imponente cattedrale di York, una delle più grandi del Nord Europa. L’ingresso per due adulti e uno studente è di 56 sterline (circa 65 euro). Michelangelo non paga. È una cifra notevole per visitare una chiesa, ma quando mai ci capiterà di nuovo? Entriamo.
La cattedrale è famosa non solo per la sua storia millenaria, ma anche per le dimensioni colossali e le magnifiche vetrate medievali. Restiamo col naso all’insù davanti al soffitto altissimo e alla più grande vetrata medievale del mondo, grande quanto un campo da tennis. Scendiamo poi nella cripta, dove si conservano resti di colonne romane e il sepolcro di San Guglielmo, protettore di York.
Proseguiamo verso The Shambles, la strada medievale più iconica della città, una delle meglio conservate d’Europa. Molti la considerano fonte d’ispirazione per Diagon Alley in Harry Potter (anche se altri giurano sia stata Victoria Street a Edimburgo). In ogni caso, è davvero il luogo che più ricorda la celebre via dei maghi.
Le case a graticcio del XIV e XV secolo, con le travi di legno ben visibili, un tempo ospitavano i macellai (il nome “shambles” deriva infatti dal termine medievale per “banco da macellaio”). Oggi ci sono negozietti turistici, ma inseriti con gusto nel contesto.
Decidiamo di fare la lunga fila — oltre un’ora — per entrare al The York Ghost Merchants, un piccolo negozio del 1780. I proprietari, vestiti in abiti d’epoca, gestiscono con ordine la coda fino all’ingresso. All’interno, tra pareti di legno scuro e scaffali curatissimi, si vendono gli “York Ghosts”: piccoli fantasmini in ceramica, tutti realizzati e decorati a mano. Costano parecchio, ma sono diventati un vero oggetto da collezione. Si dice portino via i fantasmi cattivi… ci lasciamo tentare da quello più piccolo, 9 sterline. Marketing perfetto, sostanza forse meno, ma l’esperienza valeva la pena.
Non lontano ci fermiamo al 35 Stonegate, noto come l’edificio più infestato d’Inghilterra. Costruito nel 1482 su un sito abitato da oltre mille anni, ospiterebbe ben 14 fantasmi: tra loro un monaco calvo, una dama georgiana e un certo Tom, che si aggirerebbe al primo piano.
Poi tappa al leggendario The Golden Fleece, antico ostello (ancora oggi attivo) dove sono stati segnalati avvistamenti di spettri: chiavi che tintinnano da sole, ombre che si muovono, e figure come un aviatore canadese o One Eyed Jack, l’uomo con un solo occhio. Noi ci limitiamo a un giro nel pub al piano terra: poca luce, legno che scricchiola, quadri e ritagli di giornale che raccontano storie di fantasmi. L’atmosfera è perfetta.
Dopo un pranzo veloce e un ultimo giro tra botteghe di Harry Potter e negozi di “pozioni”, torniamo a prendere le biciclette.
Ci aspettano una trentina di chilometri facili lungo una pista ciclabile immersa nella natura. Pedaliamo fuori da York ed entriamo nel cuore dello Yorkshire, una regione storica e verdissima.
Arriviamo a Selby, prendiamo possesso della stanza e ci dividiamo i compiti: Micky e Michelangelo a fare la lavatrice (ogni viaggio ha il suo momento lavanderia a gettoni), io e Niccolò a fare spesa per la colazione. Chiudiamo la giornata con una cena tutti insieme da Domino’s Pizza e poi a letto: domani ci attendono circa 70 chilometri.
