Siamo di nuovo con le valigie in mano. O meglio, con le borse attaccate alle biciclette. Destinazione Vietnam.
Esploreremo il nord del Paese, partendo dalle montagne più remote fino ad arrivare al mare, per poi concludere il viaggio ad Hanoi, la capitale. Sarà un viaggio lento, che attraversa un mosaico di paesaggi disegnati dal verde intenso delle risaie e dalle campagne senza tempo: Cercheremo di respirare la storia millenaria di questi luoghi, pedalata dopo pedalata.
La partenza è da Milano Malpensa, destinazione Hanoi con scalo a Shanghai. Sbrighiamo le pratiche di check-in e consegniamo le biciclette (smontate e riposte nelle loro sacche) al banco dei bagagli fuori misura. Tutto avviene con una rapidità sorprendente.
Saliamo a bordo di un Airbus A350-900 di Air China, sul quale trascorreremo le prossime undici ore e mezza prima di atterrare a Shanghai. Il volo scorre senza intoppi, tra serie Netflix, pasti e qualche passeggiata lungo il corridoio per sgranchire le gambe.
Arriviamo a Shanghai con oltre un’ora di ritardo e la coincidenza diventa improvvisamente una corsa contro il tempo. Attiviamo al volo la eSIM che ci accompagnerà durante il viaggio e affrontiamo i soliti controlli: prima l’immigrazione, poi la sicurezza. Le code sono interminabili e per poco non perdiamo l’aereo.
Dopo un volo piuttosto turbolento, complice una tempesta, atterriamo finalmente ad Hanoi. La giornata è soleggiata ed il termometro segna venticinque gradi. Ancora controlli, poi ci dirigiamo ai nastri per recuperare bici e bagagli. Le biciclette arrivano subito. La valigia, invece, no.
Aspettiamo invano per circa mezz’ora, prima di arrenderci e andare al desk degli oggetti smarriti. Qui incontriamo una ragazza visibilmente agitata e piuttosto scortese, probabilmente abituata a correre come un criceto nella sua ruota quotidiana. Parla molto, ma ascolta poco. Dopo una buona mezz’ora capisce finalmente che la nostra unica valigia è rimasta a Shanghai per controlli.
In pratica abbiamo solo ciò che indossiamo, più qualche mutanda di ricambio e i costumi, fortunatamente finiti nel bagaglio a mano. Mancano tutti i vestiti, le scarpe da bici, i saponi, le medicine e perfino gli attrezzi per le riparazioni. Lascio la mia e-mail per essere avvisato quando la valigia arriverà. Nel frattempo, come da programma, ci sposteremo verso le montagne al confine con il Laos. Nei prossimi giorni, avvicinandoci di nuovo ad Hanoi, mi sgancerò per un giorno per recuperarla. Per ora, ci arrangeremo.
Carichiamo le biciclette su un elegantissimo pulmino da 16 posti e affrontiamo cinque ore di viaggio tra strade polverose, giungla fitta e curve che mettono seriamente alla prova la nostra resistenza al mal d’auto. Arriviamo quando il buio è già calato. Dormiamo in un hotel nel mezzo della giungla, costruito su palafitte di legno. La stanza è spartana ma accogliente, con un bagno esterno affacciato sulla natura: decisamente affascinante.
Ceniamo con zuppe, noodles, pollo e un’insalata di fiori di banano dal gusto leggermente pungente. Un po’ di lavoro, poi è tempo di dormire.Domani si comincia a pedalare. In costume e con le Birkenstock ai piedi.
