Ci svegliamo nel modesto hotel Diamond. La colazione, servita in un edificio attiguo, è perfettamente in linea con l’hotel: semplice e senza pretese.
Ci prepariamo in fretta per partire. Oggi ci aspettano parecchi chilometri, ma fortunatamente la giornata è soleggiata, anche se decisamente fresca.
Una regolazione alla sella di Niccolò, una riparazione di fortuna alla borsa di Michelangelo che si è rotta, e siamo pronti a partire.
L’uscita dalla città è, come sempre, un po’ caotica e complicata, ma osservare questo fermento continuo è affascinante: sembra di muoversi all’interno di un alveare.
Micky e Michelangelo iniziano ad ascoltare l’audiolibro La briscola in cinque di Marco Malvaldi, Niccolò si isola con la musica, mentre io ne approfitto per seguire alcuni corsi online per lavoro. Ognuno trova il proprio modo di accompagnare la pedalata.
Ci fermiamo in un café per integrare la colazione del mattino. Moltissimi locali fanno parte dell’abitazione del proprietario, così quando chiediamo di usare il bagno veniamo accompagnati in quello di casa, incrociando spesso altri membri della famiglia.
Un bambino, probabilmente il figlio della barista, gioca al cellulare tenendo in braccio un gattino minuscolo.
Ripartiamo lungo uno stradone dritto. Anche se ci stiamo abituando a questa cultura, facciamo sempre fatica a osservare il trattamento riservato agli animali da macello. Probabilmente non è peggiore di quello degli allevamenti intensivi occidentali, che fanno comunque orrore, ma qui è tutto sotto gli occhi di chi passa. Anatre e galline chiuse in sacchi di plastica che lasciano fuori solo il collo, piccole gabbie con animali stipati in spazi minuscoli.
Alcune immagini, però, sono davvero difficili da sopportare, come un motorino che trasporta una gabbia con almeno dieci cani, uno dei quali sporgeva il muso all’esterno.
Continuiamo a pedalare, ognuno immerso nei propri pensieri, fino all’ora di pranzo, quando ci fermiamo in un locale lungo la strada.
È frequentato soprattutto da camionisti, ma non sapremo mai il motivo: perché si mangia bene o perché è l’unico nel raggio di chilometri?
Mangiamo sotto un pergolato, su tavoli di metallo. Accanto a noi una persona, accovacciata a terra, lava piatti e stoviglie in una bacinella d’acqua piuttosto sporca: il biglietto da visita non è dei migliori. Ci sediamo tra sguardi incuriositi e, senza nemmeno ordinare, ci viene portato del cibo: riso, una sorta di brodaglia di verdure, pesce pieno di lische, maiale molto grasso e tofu in salsa di pomodoro. Osserviamo come mangiano gli altri e li imitiamo, scegliendo con attenzione i sapori più adatti ai nostri gusti.
Nel frattempo la temperatura è decisamente aumentata. Ci spogliamo di qualche strato e riprendiamo il viaggio. Ora pedaliamo circondati da fiumi e corsi d’acqua: il Vietnam è un Paese con un’abbondanza d’acqua davvero impressionante.
Ormai mancano pochi chilometri. Facciamo un’ultima sosta in un convenience store per una merenda, poi tiriamo dritto fino ad Haiphong, grande città portuale vicino al delta del Fiume Rosso. È la città più grande incontrata durante questo viaggio, un importante centro industriale e commerciale, nonché uno dei porti più attivi del Paese.
Dormiamo in un appartamento in pieno centro: nuovo, bello e moderno. Il tempo di una doccia e usciamo di nuovo. Lungo la strada ci fermiamo per un massaggio che, questa volta, non si rivela particolarmente piacevole.
Un caffè e poi via, a fare un giro in questa enorme città tra negozi e locali.
Entriamo in un supermercato gigantesco, pieno di prodotti per noi completamente sconosciuti. Anche l’esposizione è sorprendente: oltre agli scaffali tradizionali, ci sono vere e proprie decorazioni create con barattoli e lattine, che lasciano senza fiato.
In un angolo del supermercato servono anche da mangiare: l’aspetto è invitante, così ci fermiamo. Pollo arrosto e fritto, accompagnato da verdure.
È ora di andare a letto e chiudere questa lunghissima giornata. Domani sarà l’ultimo giorno sui pedali: raggiungeremo l’isola di Cat Ba, dove ci concederemo una giornata da turisti prima di spostarci nella capitale, Hanoi.
