Dopo una notte decisamente agitata a causa del caldo, ci svegliamo e scendiamo a fare colazione con calma. La sala ha più l’aspetto di una mensa che di una sala da colazione, ma tutto sommato il cibo non è male. La possibilità di prepararsi i waffle e, soprattutto, il miele locale biologico riescono comunque a risollevare il giudizio.
Prendiamo le biciclette e subito arriva la prima sorpresa della giornata: Micky ha una ruota a terra. È la terza volta che fora durante questa vacanza. Cambiamo la camera d’aria, utilizzando l’ultima che abbiamo a disposizione, e ripartiamo. Dovremo assolutamente trovare un negozio dove comprarne almeno una di scorta.
Stiamo per arrivare in una delle capitali più piccole e internazionali d’Europa.
Lasciamo Arlon e il percorso ci porta progressivamente verso il confine, dal quale ci separano una quindicina di chilometri. Pedaliamo tra strade tranquille e piccoli centri abitati, fino a entrare nel Granducato. Proseguiamo verso Capellen, seguendo il percorso ciclabile che ci porterà poi a Mamer e, infine, a Lussemburgo città.
Siamo di nuovo lungo l’EuroVelo 5, che attraversa il Lussemburgo sfruttando una rete di percorsi ciclabili nazionali e conduce fino alla capitale.
Una delle prime cose che notiamo entrando nel Granducato sono le lunghe file davanti ai distributori di benzina. Qui il carburante costa meno che in Belgio e molti automobilisti belgi attraversano il confine appositamente per fare rifornimento.
A Capellen decidiamo di concederci una sosta. Ci fermiamo alla boulangerie-pâtisserie Le Pain et la Toque, il posto perfetto per una pausa dopo i chilometri pedalati. Finalmente possiamo rilassarci, sederci al fresco e mangiare qualcosa di buono: dolci, una quiche al salmone, un panino al salame, caffè, latte macchiato e una spremuta d’arancia.
Mentre siamo lì incontriamo una signora milanese, intenta a scegliere pane e dolci. Sta facendo la spesa per la grigliata di Ferragosto. Ci racconta di essersi trasferita in Lussemburgo cinque anni fa e di trovarsi molto bene.
Parliamo della vita nel Granducato e di una caratteristica che ci sembra particolarmente interessante: una parte molto importante della popolazione è composta da persone arrivate dall’estero, spesso per motivi di lavoro. Ci dice una cosa che ci rimane impressa: in un Paese così internazionale non ci si sente davvero stranieri. Ci si ritrova semplicemente a vivere e lavorare accanto a persone di tante nazionalità diverse.
Riprendiamo le biciclette e continuiamo verso la capitale. Da Capellen passiamo per Mamer e Strassen, entrando progressivamente nell’area urbana di Lussemburgo. Il paesaggio cambia, ma il percorso rimane piacevole e ben servito dalla rete ciclabile del Granducato.
Anche il traffico ci restituisce immediatamente l’immagine di un Paese ricco. Sulle strade vediamo passare molte auto di grossa cilindrata e una quantità di vetture di lusso decisamente superiore a quella a cui siamo abituati in Italia. È una delle prime impressioni di un Paese che ha uno dei livelli di reddito più alti d’Europa.
Arriviamo al nostro hotel intorno alle 13. Si trova in una zona di uffici, circondato da palazzi che ospitano aziende come Intesa Sanpaolo, Deloitte e PwC. È Ferragosto e il quartiere è completamente deserto: uffici chiusi, strade quasi vuote e pochissime persone in giro.
Il ragazzo alla reception è molto gentile, ma purtroppo non può darci la camera prima delle 15. Poco male. Ci sono dei locker, quindi lasciamo le biciclette nel garage, ci cambiamo nel bagno, sistemiamo i bagagli negli armadietti e andiamo a visitare la città.
I mezzi pubblici in Lussemburgo sono gratuiti e ne approfittiamo subito. Saliamo sul primo tram diretto verso il centro. È pulito, moderno e climatizzato. Prima di ogni fermata una musichetta, sempre diversa, annuncia l’arrivo: un piccolo dettaglio curioso che permette di riconoscere immediatamente la fermata.
Scendiamo a Hamilius, proprio nel cuore del centro di Lussemburgo, e ci ritroviamo subito immersi nell’atmosfera della città. È Ferragosto e la situazione è un po’ particolare: praticamente tutti i negozi sono chiusi, mentre sono aperti soprattutto bar, fast food e gelaterie, affollati di turisti.
Iniziamo a girare senza una meta precisa per le vie del centro, tra palazzi eleganti, strade curate e piazze affollate. Ci fermiamo per una bibita e qualcosa da mangiare nella centralissima Place Guillaume II, una delle piazze più importanti della città. Al centro si trova la statua equestre di Guglielmo II, raffigurato a cavallo. I bambini approfittano dei getti d’acqua che si alzano direttamente dal pavimento per cercare un po’ di refrigerio.
Proseguiamo poi verso la Cattedrale di Notre-Dame, uno degli edifici simbolo della città. Presenta una suggestiva architettura gotica, arricchita da elementi rinascimentali e barocchi. Entriamo e cerchiamo il timbro per le nostre credenziali.
Il prete è organizzatissimo: ha a disposizione sia il timbro della cattedrale sia quello dedicato al Cammino di Santiago. Noi, che stiamo percorrendo la Francigena, scegliamo naturalmente quello della cattedrale.
Poco più avanti incontriamo la statua della granduchessa Charlotte, una delle figure più importanti e amate della storia del Lussemburgo. Charlotte guidò il Paese anche durante gli anni difficili della Seconda guerra mondiale.
Continuiamo la passeggiata fino alla Colonna della Costituzione, sormontata dalla celebre statua dorata della Gëlle Fra, la “Signora d’Oro”. Il monumento è dedicato ai lussemburghesi caduti durante la Prima guerra mondiale ed è diventato uno dei simboli della città.
A questo punto è ora di tornare in hotel, ma prima dobbiamo risolvere il problema più importante della serata: recuperare la cena. Qualche fermata di tram e scendiamo davanti a un piccolo supermercato, uno dei pochi aperti in questo Ferragosto lussemburghese.
Facciamo una spesa semplice: insalata con salmone, formaggio Gouda, pane, uva e yogurt greco, da accompagnare con il miele per il dolce.
Poi, finalmente, torniamo davvero in hotel.
La giornata, caldissima, è stata lunga e siamo particolarmente stanchi.
Domani si riparte. Attraverseremo di nuovo un confine e lasceremo il Lussemburgo per entrare in Francia.
