Ci svegliamo a Marche-en-Famenne nella nostra bella stanza, con zona soggiorno e angolo cucina. Scendiamo la scala in legno, che sa ancora di nuovo, ed entriamo nella curatissima sala della colazione. Il legno, i tavoli apparecchiati con semplicità e gli arredi scelti con gusto fanno pensare più a un’elegante casa di campagna che a un hotel.
La colazione è all’altezza dell’ambiente: prodotti da forno freschi, croissant e pain au chocolat, uova fresche da cuocere nell’acqua bollente, salumi e formaggi della zona, yogurt e una splendida macedonia di frutta, oltre ai soliti cereali e al latte. Veramente tutto buonissimo.
L’hotel merita un punto in più per il marchio Bienvenue Vélo, un riconoscimento particolarmente interessante per chi, come noi, viaggia in bicicletta.
Il tempo di prepararci e partiamo. Subito una lunga salita ci porta fuori dalla piccola cittadina. Il paesaggio è fatto di pascoli, con mucche e cavalli, alternati a boschi. Pedaliamo nel silenzio, immersi nel verde.
Ci lasciamo alle spalle la Vallonia e ci addentriamo sempre più nel cuore delle Ardenne. A Champlon il paesaggio cambia: le strade si fanno più mosse, i boschi più fitti e i piccoli paesi sembrano quasi nascosti tra la vegetazione.
Champlon è un piccolo villaggio delle Ardenne belghe, a poco meno di 500 metri di altitudine.
Cerchiamo un posto dove mangiare qualcosa e, con la coda dell’occhio, vedo l’unico esercizio commerciale della piccola frazione. Ci fermiamo ed entriamo all’Artisan Boulanger Pierrard. Il profumo del pane appena sfornato ci accoglie e, per qualche minuto, dimentichiamo salite, chilometri e biciclette.
È una piccola boulangerie dove si producono ancora artigianalmente pane, baguette, viennoiserie e dolci della tradizione delle Ardenne. Tutto è disposto in vetrina come in un perfetto mosaico, ma non possiamo certo limitarci a guardare: scegliamo una quiche al salmone e dei bomboloni. La quiche al salmone, tra l’altro, è proprio una delle specialità della boulangerie.
Ci sistemiamo a un tavolo con le panche, proprio nella zona della pista da sci di fondo, e consumiamo le specialità che abbiamo appena comprato. In fondo, anche questa è parte del viaggio: pedalare, scoprire e assaggiare.
Dopo aver recuperato un po’ di energie, prima di ripartire, io e Micky cerchiamo qualcosa di dolce per chiudere il pasto. Decidiamo quindi di tornare indietro, con l’idea di prendere un dolcino e comprare anche il famoso pane delle Ardenne. Purtroppo, quando arriviamo, troviamo la porta chiusa. Niente pane delle Ardenne e niente dolcino.
Ripartiamo in direzione di Bastogne, attraversando un paesaggio sempre più caratteristico delle Ardenne: colline, boschi e piccole strade immerse nel verde.
Complice il caldo, l’acqua nelle borracce comincia a scarseggiare. A un certo punto ci fermiamo davanti alla casa di alcuni signori e chiediamo se possiamo riempire le borracce al loro rubinetto. Gentilissimi, acconsentono senza esitazione. Poi, come spesso accade durante i nostri viaggi, arriva la domanda di rito: da dove venite e dove siete diretti?
Due parole, un sorriso e un piccolo gesto di ospitalità che ci fanno sentire ancora una volta quanto sia bello viaggiare lentamente, in bicicletta.
Ripartiamo e la strada comincia nuovamente a salire. Entriamo sempre più nel bosco, tra altissimi abeti disposti quasi ordinatamente, con il sottobosco ricoperto di muschio.
Il bosco sembra uscito da una fiaba. A ogni curva ci aspettiamo quasi di vedere spuntare, da dietro un tronco, un puffo con il suo cappello bianco. Dopotutto, sono di queste parti.
Proseguiamo lungo l’EuroVelo 5, attraversando paesi minuscoli, fatti di poche case, dove sembra che il tempo si sia fermato. Per chilometri non incontriamo un negozio dove comprare acqua o, soprattutto, un gelato. Solo colline, boschi e tanto caldo.
Per noi, ormai, l’acqua nelle borracce diventa preziosa come l’oro.
Finalmente arriviamo a Bastogne. Per gli appassionati di ciclismo il nome è legato alla Liegi-Bastogne-Liegi, una delle grandi classiche del ciclismo su strada. Ma Bastogne è conosciuta soprattutto per la sua storia. In città e nei dintorni incontriamo numerosi monumenti e cimiteri dedicati ai soldati caduti durante la Battaglia delle Ardenne. Le bandiere belghe, francesi e americane ricordano il sacrificio di quei giovani arrivati da lontano per combattere su queste colline.
Entrando in città si incontrano carri armati americani dell’epoca, mezzi militari, monumenti e negozi di souvenir. È una presenza che ricorda quanto la storia abbia lasciato il segno in questa zona.
Finalmente, dopo una tappa decisamente dura, arriviamo a destinazione.
Prendiamo possesso della nostra camera, che in realtà è la dependance dell’hotel: una vera e propria casa, con tanto di biliardo.
L’arredamento è curato, i mobili sono nuovi e la nostra casa si sviluppa su tre piani. Al piano terra c’è una piccola sala relax che si affaccia sul giardino. È qui che sistemiamo le biciclette, facendo naturalmente attenzione a non sporcare nulla. Al primo piano troviamo un grande soggiorno con angolo cottura, divano e biliardo, una grande camera matrimoniale e il bagno. Al secondo piano ci sono invece un’altra camera matrimoniale e una camera singola.
Fuori fa decisamente caldo e la città è pressoché deserta. Micky e io usciamo a fare la spesa per l’aperitivo e la cena e ci fermiamo anche in una boulangerie-pâtisserie per comprare una freschissima torta alle fragole come dolce.
Torniamo a casa, ceniamo presto e poi… torneo di biliardo a squadre!
Michelangelo, che a Livorno va spesso a giocare con i suoi amici e parla ormai da vero esperto di biliardo, viene subito soprannominato “il Signor Quindicipalle”, citazione dell’omonimo film di Francesco Nuti.
Le squadre sono così composte: io e Michelangelo contro Micky e Niccolò.
Ci divertiamo per qualche ora, tra partite, battute e prese in giro, prima di andare a dormire.
Poi finalmente a letto. La giornata è stata dura e le gambe hanno bisogno di riposo.
Da domani ci aspettano alcune tappe più semplici.

Comments
1 commentofrancescabianca
Ago 15, 2026Che bel giro che state facendo e che bel modo di viaggiare che avete! Bastogne, confesso, mi fa venire in mente come prima cosa il libro di Enrico Brizzi. In un bosco nelle Ardenne io avevo beccato i paragliders!
Alessandro Falleni
Ago 15, 2026Non ho letto Bastogne. I boschi delle Ardenne mi hanno subito fatto venire in mente i puffi, anche se, arrivato a Bastogne, mi sono immaginato quante persone hanno cercato di nascondersi nei boschi durante la guerra. E che d’inverno ci deve essere un freddo cane.