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Irlanda, Scozia, Inghilterra, Viaggi

Pioggia leggera, caffetterie romantiche e ciclo officine

posted by Alessandro Falleni
Ago 20, 2025 161 0 0
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La sveglia suona alle 7:30. Oggi bisogna portare la bici di Niccolò in una ciclofficina per sostituire un raggio.

Fortunatamente ce n’è una a circa 500 metri dall’hotel, che apre alle 9.

Facciamo colazione velocemente, osservando dalla finestra le persone che passano già con l’ombrello aperto. Non un buon segnale. Io e Micky scendiamo e portiamo la bici al negozio. Fuori l’aria è frizzante e ci rendiamo conto che serviranno vestiti più pesanti.

Davanti al negozio il proprietario ci attende puntuale. È un uomo dall’aspetto un po’ trasandato, che cammina con passo claudicante, come se ogni movimento fosse uno sforzo che però non vuole mostrare. Il volto, segnato dagli anni e dalle fatiche, è illuminato da un sorriso reso buffo da un solo dente sporgente. Eppure la sua espressione è rassicurante: la faccia di una brava persona, di quelle a cui affideresti volentieri una confidenza.

Con calma addobba il marciapiede con insegne e con fioriere, che dispone con cura, e poi si dedica a noi. La bici sarà pronta in 25-30 minuti.

Torniamo in hotel: Niccolò e Michelangelo ci aspettano già pronti. Carichiamo le tre biciclette, prendiamo i bagagli e ritorniamo alla ciclofficina. La bicicletta è quasi pronta. Nel frattempo curiosiamo nel negozio, piccolo ma sorprendentemente fornito: dalle minuterie agli accessori più moderni. Quando gli faccio i complimenti, l’uomo sorride con quella soddisfazione che hanno solo le persone che mettono passione nel proprio lavoro, e risponde: “I try my best”.

Pochi istanti dopo, la bici è pronta. Paghiamo un’onestissima cifra di 10 sterline e lo salutiamo.

Finalmente siamo in sella. Piove, ma non come da noi: è una pioggia sottile, costante, simile a quella di un nebulizzatore. L’aria è satura di goccioline, così fini che ci bagniamo senza nemmeno accorgercene. Usciti dalla cittadina ci ritroviamo subito in campagna, tra prati e piccoli villaggi avvolti da nuvole basse. Dopo una ventina di chilometri sotto l’acqua, un cartello appoggiato a terra, con una freccia e la scritta “Café”, ci appare come una benedizione.

Entriamo. È il posto giusto: uno di quei caffè che sembrano usciti da un film romantico.

Un locale raccolto, accogliente, con un piccolo banco per le ordinazioni. Accanto, un carrello con torte splendide: soffici, ricche, curate nei dettagli, che invitano subito all’assaggio. Sulle mensole, teiere e tazze di porcellana brillano in fila, pronte a essere scelte.

Dietro al banco c’è una signora bionda, semplice ed elegante, con una coda bassa e un sorriso rassicurante — vagamente somigliante a Meryl Streep. Con gentilezza prende le ordinazioni: un cappuccino per Micky, un mocha per me, e due cioccolate deluxe con panna e marshmallow per Niccolò e Michelangelo. A ciascuno, una fetta diversa di torta.

Ci accomodiamo a un tavolo e gustiamo tutto con calma, avvolti dal calore della stanza. Le voci degli altri clienti si intrecciano al tintinnio delle tazze e al profumo intenso di caffè. Una vera coccola per l’anima.

Quando usciamo ha quasi smesso di piovere. Riprendiamo le bici e imbocchiamo un lungo sterrato che costeggia un canale. Il paesaggio trasmette una tranquillità unica: i cigni e le anatre sull’acqua, le barche che avanzano lente, i pescatori pazienti, chi passeggia e chi corre lungo l’argine.

Il canale ci conduce fino a Lincoln, antica città romana e capoluogo del Lincolnshire. Ci fermiamo per pranzo in un locale che all’esterno pubblicizza una promozione: due piatti completi a 12 sterline. La lunga fila di persone in attesa sembra una buona garanzia.

Ci fanno accomodare. Il cameriere, poco gentile e decisamente restio a farsi capire, ci risponde in modo evasivo riguardo alla promozione e ci indirizza verso un piccolo antipasto seguito da un piatto al self-service. Optiamo per una zuppa di pomodoro per Micky e pane all’aglio per noi uomini. Poi scegliamo la portata principale: carne di tacchino, manzo o maiale, affettata sul momento, a cui aggiungiamo verdure e contorni a volontà.

Il pranzo è semplice, ma abbondante e soddisfacente.

Ci attendono ancora trenta chilometri. Pedaliamo lungo una statale, ma il passaggio ravvicinato di camion e auto ci mette a disagio: lo spostamento d’aria è forte, poco piacevole. Decidiamo di deviare per i campi, allungando il percorso ma guadagnando sicurezza. Ora il paesaggio cambia: dolci colline coltivate ci accompagnano fino a Sleaford, famosa per essere il più grande centro del Regno Unito dedicato all’artigianato.

Il nostro hotel è in perfetto stile hippie: sembra nato più da un sogno che da un progetto. I due ragazzi che lo gestiscono ci raccontano orgogliosi di aver fatto tutto da soli. Non c’è la freddezza delle catene alberghiere, ma un’anima viva che traspare in ogni dettaglio: pouf e divani spaiati, candele accese, piante verdi ovunque. Le nostre stanze, al primo piano, si raggiungono tramite una scala stretta e ripida. Ogni camera è personalizzata, con arredi che mescolano pezzi vintage e artigianato locale, e richiami musicali. In sottofondo, musica bellissima.

Dopo una doccia rigenerante, andiamo a fare spesa da Tesco. Tra piatti pronti e avocado toast — con avocado e uova cotte lentamente con l’acqua bollente del bollitore nelle tazze della camera.

Poi a letto. Domani ci aspetta un’altra tappa lunga.

I try my best
I try my best
riparazione
riparazione
cioccolata deluxe
cioccolata deluxe
cakes
cakes
ponte
ponte
Lincon in lontananza
Lincon in lontananza
cimitero
cimitero
avvistamento di lady Cocca nelle foreste di Sherwood
avvistamento di lady Cocca nelle foreste di Sherwood
free fruit
free fruit
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