Siamo arrivati a Londra: la fine di questo cicloviaggio. Ora non ci resta che concederci qualche giorno da turisti in una città che conosciamo già, ma che riesce sempre a esercitare un fascino speciale.
Ci svegliamo a St Albans, carichi per l’ultima tappa in bici. Dalla finestra entra un bel sole. Dopo una ricca colazione inglese siamo pronti a partire.
Dopo pochi chilometri ci ritroviamo immersi in paesaggi verdi: campi coltivati e piccoli boschi. Una lunga salita, poi la discesa ci porta a immetterci in una delle arterie principali verso il centro della capitale. La strada non è affatto piacevole: traffico intenso, camion e auto che sfrecciano, clacson che suonano, odore di scarichi: pedaliamo per lo più sul marciapiede.
Siamo ormai nei sobborghi di Londra. Alterniamo tratti più tranquilli, tra parchi e zone residenziali con file di case basse e giardini curati, a strade trafficate. La pedalata non è certo rilassante come tra le campagne scozzesi o le brughiere irlandesi: qui bisogna avere cento occhi per il traffico convulso. I londinesi guidano in modo nervoso e non esitano a usare il clacson.
Dopo uno spuntino veloce, ci addentriamo nel cuore della città.
Prima sosta: Abbey Road, simbolo della musica e della cultura pop. Davanti agli Abbey Road Studios decine di persone fanno la fila per farsi fotografare mentre attraversano le famose strisce pedonali, rese immortali dall’album Abbey Road (1969), con i Beatles in cammino uno dietro l’altro.
Proseguiamo verso Hyde Park, entrando dal lato di Marble Arch. La nostra prima tappa è lo Speakers’ Corner, luogo simbolo della libertà di parola. Qui, dal XIX secolo, chiunque può salire su una cassetta e parlare in pubblico di politica, religione, filosofia, attualità. Tra gli oratori più celebri ci sono stati Karl Marx, Lenin e George Orwell.
Attraversiamo poi i Kensington Gardens per ammirare la statua di Peter Pan, voluta dall’autore J. M. Barrie e installata di nascosto, durante la notte, così che al mattino i bambini la trovassero “per magia”. Poco distante si trova il Kensington Palace, residenza reale che fu anche la casa di Lady Diana e che oggi ospita William e Kate. Non è visitabile all’interno, ma la facciata esterna, con i suoi edifici collegati, ha comunque un grande fascino.
Alcuni tratti del parco vanno percorsi spingendo la bici a mano, ma è piacevole camminare tra prati, specchi d’acqua pieni di cigni e anatre, e scoiattoli che corrono ovunque.
La nostra penultima tappa è Paddington Station, celebre per le arcate vittoriane e per il tenero orsetto Paddington. Noi però siamo attratti da un dettaglio insolito: l’orologio “The Meeting Place”, con la piccola figura di un uomo che sembra intrappolato dietro al quadrante, sospeso per sempre nel tempo.
È ormai tardi e ci restano ancora una ventina di chilometri da pedalare. Il traffico e i semafori rallentano l’avanzata, ma lungo la strada facciamo un’ultima sosta a 50 Berkeley Square, considerata la casa più infestata di Londra. Dopo tanti incontri misteriosi in questo viaggio, non poteva mancare un tocco da cacciatori di fantasmi 👻😀.
L’ultima parte del tragitto ci regala il piacere di pedalare lungo belle ciclabili immerse nel verde. Finalmente arriviamo a Sutton, un quartiere residenziale nel sud di Londra, dove passeremo la notte.
Stanchi ma felicissimi, ci concediamo una cena veloce da Taco Bell, la versione britannica della famosa catena tex-mex, e poi subito a letto.
Da domani ci aspetta Londra da turisti… e magari, mentre cammineremo tra le sue strade, inizieremo già a fantasticare sul prossimo cicloviaggio. 🚴♂️✨
