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Irlanda, Scozia, Inghilterra, Viaggi

L’ingresso a Londra

posted by Alessandro Falleni
Ago 24, 2025 232 0 0
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Siamo arrivati a Londra: la fine di questo cicloviaggio. Ora non ci resta che concederci qualche giorno da turisti in una città che conosciamo già, ma che riesce sempre a esercitare un fascino speciale.

Ci svegliamo a St Albans, carichi per l’ultima tappa in bici. Dalla finestra entra un bel sole. Dopo una ricca colazione inglese siamo pronti a partire.

Dopo pochi chilometri ci ritroviamo immersi in paesaggi verdi: campi coltivati e piccoli boschi. Una lunga salita, poi la discesa ci porta a immetterci in una delle arterie principali verso il centro della capitale. La strada non è affatto piacevole: traffico intenso, camion e auto che sfrecciano, clacson che suonano, odore di scarichi: pedaliamo per lo più sul marciapiede.

Siamo ormai nei sobborghi di Londra. Alterniamo tratti più tranquilli, tra parchi e zone residenziali con file di case basse e giardini curati, a strade trafficate. La pedalata non è certo rilassante come tra le campagne scozzesi o le brughiere irlandesi: qui bisogna avere cento occhi per il traffico convulso. I londinesi guidano in modo nervoso e non esitano a usare il clacson.

Dopo uno spuntino veloce, ci addentriamo nel cuore della città.

Prima sosta: Abbey Road, simbolo della musica e della cultura pop. Davanti agli Abbey Road Studios decine di persone fanno la fila per farsi fotografare mentre attraversano le famose strisce pedonali, rese immortali dall’album Abbey Road (1969), con i Beatles in cammino uno dietro l’altro.

Proseguiamo verso Hyde Park, entrando dal lato di Marble Arch. La nostra prima tappa è lo Speakers’ Corner, luogo simbolo della libertà di parola. Qui, dal XIX secolo, chiunque può salire su una cassetta e parlare in pubblico di politica, religione, filosofia, attualità. Tra gli oratori più celebri ci sono stati Karl Marx, Lenin e George Orwell.

Attraversiamo poi i Kensington Gardens per ammirare la statua di Peter Pan, voluta dall’autore J. M. Barrie e installata di nascosto, durante la notte, così che al mattino i bambini la trovassero “per magia”. Poco distante si trova il Kensington Palace, residenza reale che fu anche la casa di Lady Diana e che oggi ospita William e Kate. Non è visitabile all’interno, ma la facciata esterna, con i suoi edifici collegati, ha comunque un grande fascino.

Alcuni tratti del parco vanno percorsi spingendo la bici a mano, ma è piacevole camminare tra prati, specchi d’acqua pieni di cigni e anatre, e scoiattoli che corrono ovunque.

La nostra penultima tappa è Paddington Station, celebre per le arcate vittoriane e per il tenero orsetto Paddington. Noi però siamo attratti da un dettaglio insolito: l’orologio “The Meeting Place”, con la piccola figura di un uomo che sembra intrappolato dietro al quadrante, sospeso per sempre nel tempo.

È ormai tardi e ci restano ancora una ventina di chilometri da pedalare. Il traffico e i semafori rallentano l’avanzata, ma lungo la strada facciamo un’ultima sosta a 50 Berkeley Square, considerata la casa più infestata di Londra. Dopo tanti incontri misteriosi in questo viaggio, non poteva mancare un tocco da cacciatori di fantasmi 👻😀.

L’ultima parte del tragitto ci regala il piacere di pedalare lungo belle ciclabili immerse nel verde. Finalmente arriviamo a Sutton, un quartiere residenziale nel sud di Londra, dove passeremo la notte.

Stanchi ma felicissimi, ci concediamo una cena veloce da Taco Bell, la versione britannica della famosa catena tex-mex, e poi subito a letto.

Da domani ci aspetta Londra da turisti… e magari, mentre cammineremo tra le sue strade, inizieremo già a fantasticare sul prossimo cicloviaggio. 🚴‍♂️✨

la casa più infestata di Londra
la casa più infestata di Londra
pranzo con amici
pranzo con amici
union jack
union jack
hyde park
hyde park
portobello road
portobello road
notting hill
notting hill
peter pan
peter pan
regina Vittoria
regina Vittoria
Dudu
Dudu
cioccolata
cioccolata
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