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Irlanda, Scozia, Inghilterra, Viaggi

L’ingresso in Irlanda del Nord

posted by Alessandro Falleni
Ago 11, 2025 257 0 0
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Ci svegliamo a Balbriggan sotto un cielo grigio e compatto. Promette pioggia, ma qui non è certo una sorpresa. La colazione dell’hotel non è memorabile: latte con cereali, mini-paste, toast con prosciutto cotto e cheddar. Mangiamo in fretta, in compagnia di una famiglia francese, poi prepariamo le ultime cose e saliamo in sella.

Fuori ci accoglie una pioggerellina fitta e gentile. Non dà fastidio, anzi: sembra dirci “benvenuti in Irlanda”. Dura una mezz’ora, poi lascia il posto a un più fastidioso vento laterale che ci accompagnerà a lungo.

Prima sosta: Drogheda. Una delle città più antiche d’Irlanda, adagiata sulle rive del Boyne. Ci rifugiamo in una caffetteria: un americano, un cappuccino e due cioccolate calde. Una tazza di bevanda calda tra le mani mentre chiacchieriamo rilassati davanti al fiume è una coccola che non ha prezzo. Ripartiamo attraversando il centro medievale, tra porte antiche, chiese e vicoli stretti.

Poi inizia l’Irlanda rurale: campi, pascoli, trattori. Più trattori che auto, a dire il vero. L’unico rumore umano che interrompe il vento, il muggito delle mucche e il gracchiare dei corvi. L’aria sa di erba bagnata, con improvvisi colpi di odore di stalla. Ai lati della strada, rovi di more: impossibile resistere. Michelangelo ed io ci fermiamo a riempirci le mani (e la bocca) che diventano subito nere.

Passiamo davanti a ville di campagna. Una ci lascia a bocca aperta: un parco enorme, con tanto di bosco e un ruscello che lo attraversa. La fame inizia a bussare, ma il prossimo paese è lontano. Ci salva un piccolo chiosco vicino a uno stagno, accanto a un parco giochi pieno di bambini urlanti e felici. Qualcuno, incuriosito, si avvicina alle nostre biciclette. Noi ci sediamo all’aperto e ordiniamo zuppe di verdura (con pane scuro e burro salato, come tradizione comanda), un panino BLT (bacon, lettuce, tomato) e un gelato. Relax puro.

Dopo pochi minuti di pedalata, mi accorgo che alla mia bici manca qualcosa. Il mio cagnolino di peluche, Yeo — trovato anni fa in Corea del Sud e compagno di ogni uscita — è sparito. Michelangelo ed io torniamo indietro a cercarlo. Niente. Probabilmente ha attirato troppa curiosità. Mi dispiace davvero.

Riprendiamo il cammino verso la nostra meta. La strada diventa un susseguirsi di saliscendi. Faticosi per tutti, ma soprattutto per Micky, che è solo al secondo giorno di pedalata e deve ancora “entrare in gamba”.

Senza quasi accorgercene, varchiamo il confine: benvenuti nel Regno Unito, in Irlanda del Nord. Nessun cartello, nessuna dogana. Solo, qui, molte case espongono la bandiera della Repubblica d’Irlanda: simbolo della comunità nazionalista e cattolica, che sogna la riunificazione con Dublino. In contrapposizione, la comunità unionista e protestante espone la Union Jack o la bandiera dell’Ulster (ma se ne vedono davvero poche).

Ultima sosta al supermercato: aperitivo con patatine di mais e guacamole, cena con pollo al girarrosto e zuppa di verdure. Per dessert, yogurt greco arricchito con mirtilli e lamponi. Qui dobbiamo fare attenzione: i prezzi sono in sterline. Una sterlina vale circa 1 euro e 20 centesimi, e in generale tutto costa un po’ di più.

Arriviamo al nostro alloggio: un grande e bellissimo cottage in stile vittoriano. Lasciamo le bici nel garage. La nostra stanza è nel sottotetto e occupa tutto il piano: due camere unite, un ampio spazio con divani in pelle, TV a schermo piatto, moquette soffice (scarpe rigorosamente fuori dalla porta).

Doccia, cena davanti a un documentario sul monte Everest e poi a letto.

Domani ci aspetta un’altra tappa lunga.

il miche
il miche
Niccolo'
Niccolo'
casco
casco
pausa
pausa
Ale
Ale
Irlanda
Irlanda
Ale e Miche
Ale e Miche
Mucca in posa
Mucca in posa
drone time
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