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Irlanda, Scozia, Inghilterra, Viaggi

In viaggio tra l’Irlanda e la perfida Albione

posted by Alessandro Falleni
Ago 9, 2025 277 0 0
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Finalmente, le tanto desiderate ferie. È stato un anno intenso per tutti: tra esami di maturità, prove di terza media e impegni lavorativi, c’era davvero bisogno di staccare la spina. E cosa c’è di meglio che salire in sella a una bicicletta e partire per un’avventura?

Questa volta faremo una sorta di Grand Tour al contrario. Nell’Ottocento, i nobili inglesi attraversavano le principali città europee — soprattutto italiane — per ampliare la propria cultura. Noi, invece, partiremo dall’Italia e pedaleremo tra l’Irlanda e la perfida Albione.

Sarà un viaggio ricco di storia, cultura e paesaggi mozzafiato: attraverseremo Irlanda, Scozia e Inghilterra, lasciandoci sorprendere strada facendo.

Il punto di partenza sarà Dublino, cuore pulsante della cultura irlandese, ma anche ex capitale del dominio britannico sull’isola. Avremo poco più di un giorno per visitarla: giusto il tempo di perderci in un pub tra pinte di Guinness, prima di ripartire verso nord lungo la costa orientale, fino a Belfast, capitale dell’Irlanda del Nord.

Un traghetto mattutino ci porterà a Cairnryan, sulla costa sud-occidentale della Scozia, da dove inizieremo la risalita verso Glasgow, città operaia e industriale, simbolo della working class scozzese.

Da lì ci sposteremo a est, fino alla splendida Edimburgo, capitale scozzese e da sempre crocevia di tensioni tra identità nazionale e corona britannica.

Lasceremo quindi la Scozia per entrare in Inghilterra, facendo tappa a York, antica città romana e vichinga, poi fortezza normanna e autentico simbolo dell’Inghilterra medievale.

Infine, passeremo per Cambridge prima di raggiungere Londra, dove ci fermeremo qualche giorno per visitare i luoghi simbolo e i musei più importanti. Poi sarà tempo di tornare in Italia, sperando che il meteo sia clemente… e che la pioggia non diventi compagna di viaggio troppo assidua.

Il viaggio inizia

La sveglia alle 3:20 del mattino è impietosa. Alle 5 dobbiamo essere in aeroporto, bici e bagagli al seguito, per prendere il volo Aer Lingus diretto a Dublino.

Una hostess di terra, decisamente poco cordiale, ci fa il check-in controvoglia. Per fortuna l’aeroporto è semi-deserto: niente code ai controlli di sicurezza. Dopo un rapido controllo del passaporto — l’Irlanda, pur essendo nell’UE, non aderisce all’area Schengen — ci dirigiamo al gate, con una sosta obbligata al duty free per una spruzzata di profumo e una colazione veloce da Costa.

L’aereo decolla puntuale. L’avventura ha inizio.

Il cielo di Dublino è grigio, ma almeno non piove. Recuperiamo il nostro prezioso bagaglio e, in un angolo dell’aeroporto, montiamo le biciclette. Finalmente pedaliamo per le strade irlandesi: una lunga pista ciclabile ci conduce verso il centro. Ai lati della strada, si susseguono ordinate le tipiche case in mattoni scuri con porte colorate, sormontate da ventagli di vetro, alte finestre simmetriche e tetti spioventi punteggiati di comignoli. Dai balconi scendono cascate di fiori vivaci.

Dopo appena quindici chilometri raggiungiamo l’hotel. Il tempo di lasciare i bagagli e usciamo subito per familiarizzare con la città. Le vie del centro sono affollate. Attraversiamo Grafton Street, animata dai buskers: artisti di strada che, armati di chitarra e microfono, creano un’atmosfera unica.

Arriviamo al Trinity College, fondato nel 1592 per volontà di Elisabetta I, con l’obiettivo — almeno ufficialmente — di “civilizzare” un popolo considerato rozzo e ribelle. Varcato l’elegante cortile in pietra, ci troviamo circondati da ampi prati ed edifici imponenti. La biblioteca custodisce il celebre Book of Kells, manoscritto miniato dell’800 d.C. che contiene i quattro Vangeli in latino, ma purtroppo i biglietti sono esauriti. Facciamo comunque un giro tra i palazzi e, tornando verso il centro, compriamo uno spuntino da gustare sul prato di un vicino parco.

Qui la natura è piuttosto intraprendente: un gabbiano a volo radente tenta di rubare il tramezzino a Michelangelo, mentre un topo sbuca da un cespuglio per verificare se le briciole bastano per un pranzo. Piccioni, gazze ladre e corvi osservano da lontano.

Proseguiamo verso Temple Bar, il quartiere più vivace e turistico di Dublino. È un dedalo di stradine acciottolate, pub, musica dal vivo e insegne colorate. Fino agli anni ’90, prima della riqualificazione, non era certo il posto più sicuro in cui passeggiare.

Siamo esausti, anche se sono appena le 18. Decidiamo di cenare presto e andare a dormire. La meta è chiara: il Brazen Head, fondato nel 1198 e considerato il pub più antico d’Irlanda. Nonostante la coda, entriamo rapidamente. Tra le spesse mura in pietra e le travi di legno scurite dal tempo, sembra di tornare a un’epoca indefinita di viaggiatori, poeti e ribelli.

Ordiniamo zuppa di pomodoro e peperoni arrostiti, fish and chips (che diventerà il piatto più gettonato del viaggio) e il tradizionale Irish stew, stufato di montone o agnello con verdure, cipolle e patate. Una pinta di Guinness completa la cena.

Ora sì, è davvero il momento di andare a letto: domani lasceremo Dublino in tarda mattinata, pedalando verso nord.

palazzi
palazzi
trinity college
trinity college
miche
miche
fiori
fiori
seduto
seduto
murales
murales
colori
colori
Ale Miche e Dudu
Ale Miche e Dudu
gabbiano
gabbiano
Brazen head
Brazen head
Guinness
Guinness
temple's bar
temple's bar
muri
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