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Europa Orientale seguendo l'Orient Express, Viaggi

Immersi nella natura, tra pioggia e salite

posted by Alessandro Falleni
Ago 4, 2024 284 0 0
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Havlíčkův Brod, una città storica della Vysočina, una regione caratterizzata da colline ondulate, foreste dense, fiumi e laghi nel cuore della Repubblica Ceca. Siamo al riparo in un mini appartamento all’interno di un hotel di periferia costruito in un ex dormitorio per lavoratori. Fuori è decisamente freddo e piove, così come, ad intermittenza, ha piovuto per tutta la giornata.

La sveglia mattutina è il rumore della pioggia sul tetto della nostra camera. La giornata si preannuncia piuttosto impegnativa. Appena sentiamo aprire il piccolo caffè al piano di sotto, scendiamo per la colazione. Siamo i primi clienti e la signora ci fa sentire coccolati. Ci serve della frutta fresca, dei waffle fatti con l’impasto dei croissant insieme a salumi, formaggi, marmellate e Nutella. Yogurt, pane tostato e latte macchiato completano una colazione abbondante.

Ormai ha quasi smesso di piovere. Carichiamo le bici e partiamo, anche se Niccolò zoppica per aver battuto violentemente il ginocchio sulle scale. Iniziamo a pedalare, ma il ginocchio continua a fargli male ed è gonfio. Ci fermiamo in un supermercato per comprare del ghiaccio o qualcosa di simile. Ne veniamo fuori con un contorno di verdure miste surgelate; non sarà il top, ma è efficace.

Ripartiamo pronti per affrontare i primi venticinque chilometri completamente in salita, a tratti con pendenze di oltre il 10%. Micky soffre parecchio le salite e, anche se non molla mai, si scoraggia vedendo la strada che sale. Dai 200 metri s.l.m dai quali siamo partiti, ora balliamo costantemente tra i 500 e i 550 su un tracciato decisamente mosso.

Ci fermiamo in un parco giochi pulito e curato, vicino a uno stagno. Il minuscolo paese è deserto e non ha neanche un negozio. Possiamo riposarci un po’; Niccolò e Michelangelo mangiano del pane con la marmellata, mentre un gattino nero, come il nostro Brivido Cosmico, ci gira intorno chiedendo coccole e distribuendo fusa.

Intanto, ricomincia a piovere. Prima di ripartire indossiamo le giacche da acqua. Continuiamo a salire e attraversiamo un bosco di querce. Procedo a zigzag cercando di schiacciare quante più ghiande possibile, ma sentendo i continui scoppiettii, probabilmente non sono il solo.

Finalmente scendiamo. Dopo 55 chilometri e quasi 800 metri di dislivello, arriviamo in hotel. L’appartamento ha una bella vasca, così ci regaliamo una mezz’ora ciascuno di relax. Michelangelo è esausto e non ha la forza di andare a cena fuori.

L’appartamento non ha una vera e propria cucina, ma ha un forno a microonde. Andiamo nel vicino supermercato Billa a vedere come possiamo combinare la cena. È quasi ora di chiusura. Ne usciamo con del pane, un’improbabile salsina da spalmare a base di bacon e salmone (scelta da Niccolò), del pollo cotto al girarrosto, alette di pollo fritte, delle minestrine di verdure e quattro dessert.

Domani sarà una tappa di scarico a causa delle difficoltà nel trovare un posto per dormire. Trentacinque chilometri con poco meno di cinquecento metri di dislivello possono permetterci di fare le cose con calma.

rito tazzine sulle staccionate
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