Una giornata senza fretta, dedicata a godere appieno del paesaggio dell’Ayrshire.
Ci svegliamo con calma e prepariamo la colazione in camera. Dalla finestra vediamo il mare e un piccolo cimitero. Il cielo è limpido e il sole già scalda: non proprio l’immagine che avevamo della Scozia, ma un regalo che accettiamo volentieri.
Pronti a partire, saliamo in sella e puntiamo verso nord, seguendo la costa: il mare alla nostra sinistra, le campagne alla nostra destra. Campi coltivati e pascoli si alternano a boschi di abeti. Attraversiamo il piccolo paese di Turnberry, ordinato e curato, con lunghe file di villette a schiera decorate in pietra e tetti di ardesia nera. Poco dopo, lungo la strada, si apre davanti a noi un enorme e lussuoso resort con campo da golf: il Trump Turnberry. Una rapida ricerca su internet conferma che sì, è proprio quel Trump. Ci fermiamo pet bere un sorso d’acqua e osservare alcuni giocatori, poi riprendiamo la strada costeggiando a lungo il green.
Un cartello ci annuncia che stiamo entrando in un’area della Biosfera UNESCO, riconosciuta a livello mondiale per l’armonia tra biodiversità, paesaggio e attività umane sostenibili. Ci fermiamo brevemente a Maidens: un piccolo alimentari si rivela il luogo perfetto per uno spuntino. Dietro il banco, un signore gentile e dall’aria rilassata ci accoglie con un sorriso. Fuori dei bambini che saltano di felicità gridando: “Ice cream, ice cream “. Il tempo di goderci il momento ed è già ora di ripartire.
Lasciamo la costa e iniziamo a salire tra colline verdissime. La salita è impegnativa, ma in cima ci attende una piccola fattoria che vende prodotti locali. Entriamo e la scelta è immediata: latte fresco servito con sciroppi. Michelangelo sceglie quello ai lamponi, Niccolò alla crema di whisky, io e Micky al cioccolato. Ci sdraiamo sul prato a bere, guardando le mucche e le pecore pascolare tranquille. Michelangelo si rotola giù per una discesa erbosa sotto gli occhi attenti di un gruppo di pecore curiose, mentre Niccolò fa volare il drone.
La discesa verso il mare è lunga e piacevole, fino a raggiungere il castello di Dunure. Oggi è in rovina, ma ha fatto da sfondo a diversi eventi storici: vi soggiornò persino Maria Stuarda, regina di Scozia, durante il suo breve regno.
Entriamo ad Ayr percorrendo una bella pista ciclabile. La cittadina si affaccia sul Firth of Clyde, l’ampio estuario marino dove il fiume Clyde incontra l’Oceano Atlantico. La ciclabile costeggia una lunga spiaggia affollata di bagnanti che approfittano della giornata insolitamente calda.
Prendiamo possesso della casa dove dormiremo. Dall’esterno non promette bene, ma l’interno è più che decoroso. Dopo una passeggiata in centro, ceniamo in un affascinante ristorante ricavato in una chiesa sconsacrata, con vetrate colorate e un imponente organo. Hamburger per noi uomini – il mio accompagnato da una Guinness – e piatto vegetariano per Micky.
Poi a letto. Domani arriveremo a Glasgow.
