Trascorriamo il Ferragosto ad Edimburgo, la capitale della Scozia. Ci spostiamo così dalla costa occidentale, affacciata sul Mare d’Irlanda, a quella orientale, bagnata dal Mare del Nord.
La giornata inizia a Glasgow. Sveglia presto: alle 9:11 parte il nostro treno, che in meno di un’ora ci porterà a Edimburgo. Le strade sono già animate, i negozi aperti – qui Ferragosto non è festivo. Pedaliamo lungo la ciclabile fino alla stazione di Queen Street: il percorso è semplice, senza scale complicate, e con i biglietti già salvati nell’app di ScotRail saliamo facilmente a bordo. Ogni vagone può accogliere due biciclette: noi ne carichiamo due biciclette su un vagone e due su un altro.
Alle 10:04 arriviamo a Edimburgo, in una giornata insolitamente soleggiata. Uscire dalla stazione non è immediato: due ascensori lentissimi, capaci di contenere solo una bici per volta, rallentano un po’ le operazioni. La stazione si trova nella Città Nuova, elegante quartiere settecentesco con ampi viali e palazzi georgiani. Prima tappa: trovare un deposito sicuro per le biciclette. Dopo alcuni tentativi a vuoto, finalmente ci affidiamo a bounce.com, che per circa 40 euro ci custodisce bici e bagagli per l’intera giornata.
Liberi e leggeri, ci dirigiamo verso la Città Vecchia e la Royal Mile, la via che collega il Castello di Edimburgo al Palazzo di Holyroodhouse. Le stradine medievali, i vicoli stretti e la sagoma del castello dominano il paesaggio. Salendo, è impossibile ignorare i centinaia di cartelli che pubblicizzano spettacoli: siamo nel cuore dei festival estivi, con il Fringe e il Royal Edinburgh Military Tattoo che riempiono la città di visitatori.
Il Fringe, il più grande festival di arti performative al mondo, trasforma ogni angolo in un palcoscenico: attori, musicisti, comici e artisti di strada creano un’atmosfera vibrante e imprevedibile. Proprio davanti al castello, invece, il Military Tattoo offre ogni sera parate di bande militari internazionali, cornamuse, tamburi, giochi di luce e fuochi d’artificio, in uno scenario unico.
Entriamo nella St Giles’ Cathedral, con le sue vetrate colorate che diffondono una luce quasi magica, e poi sostiamo davanti alla Deacon Brodie’s Tavern. Qui la storia incontra la leggenda: rispettabile uomo di giorno e ladro di notte, Brodie ispirò a Stevenson la doppia identità di Dr. Jekyll e Mr. Hyde. Beffarda anche al sua fine; membro del consiglio comunale finanziò e contribuì alla progettazione della forca, poi utilizzata per la sua stessa impiccagione.
Proseguiamo lungo Victoria Street, con le sue case colorate e i negozi caratteristici. Si dice che abbia ispirato la Diagon Alley di Harry Potter, e non è difficile crederlo: tra librerie, pub e botteghe dedicate al maghetto, la via è un richiamo irresistibile per i fan. Poco distante, il cimitero di Greyfriars aggiunge una nota gotica alla giornata. Qui riposa Thomas Riddell, il nome che ricorda da vicino “Tom Riddle”, alias Lord Voldemort, e qui si trova anche la statua di Greyfriars Bobby, il cane diventato simbolo di fedeltà per aver vegliato 12 anni sulla tomba del suo padrone.
Verso le tre, la stanchezza si fa sentire: una pausa veloce da Subway per panini e riposo, prima di un ultimo giro tra i negozi della Royal Mile. Le vetrine addobbate con cappotti in Harris Tweed, tessuto tradizionale delle Ebridi, ci incantano. Poi rientriamo nella Città Nuova: un caffè da Starbucks. Una chiacchiera con un suonatore di cornamusa in kilt, la spesa per la cena… e si torna a ritirare le biciclette.
È tempo di lasciare la Scozia. In serata prendiamo il treno verso York, la “città dei fantasmi”. Arriviamo dopo le dieci: pedaliamo tra lampioni in stile vittoriano e vicoli medievali fino alla nostra sistemazione. Un signore gentile ci accoglie, ci mostra il giardino per le biciclette e ci consegna le chiavi. Una doccia veloce, poi a letto: domani ci aspetta una nuova avventura, alla scoperta di York e delle sue storie misteriose.
