La bici si fa in quattro
Menu
  • HOME
  • Eccoci qua
  • Viaggi
    • 2025 – Irlanda, Scozia, Inghilterra
    • 2024 – Corea del Sud
    • 2024 – Europa Orientale seguendo l’Orient Express
    • 2023 – Nepal e India, sulle tracce di Buddha
    • 2023 – Roma – Costantinopoli
    • 2022 – Marocco
    • 2022 – Islanda
    • 2021 – Boston – Washington
    • 2021 – Helsinki – Capo Nord
    • 2021 – La via dell’acqua
    • 2020 – Francigena del Sud
    • 2019 – Nuova Zelanda
    • 2019 – Varsavia – Mosca
    • 2018 – Thailandia
    • 2018 – Giappone
    • 2017 – California
    • 2017 – Algarve e Cammino Portoghese
    • 2017 – Via Romea Germanica
    • 2016 – Cuba
    • 2016 – Cammino di Santiago
    • 2015 – Lago di Costanza e valle del Reno
    • 2014 – Danubio
    • 2013 – Olanda
  • Mappa
  • Equipaggiamento
  • Parlano di noi
  • Contatti
La bici si fa in quattro
  • HOME
  • Eccoci qua
  • Viaggi
    • 2025 – Irlanda, Scozia, Inghilterra
    • 2024 – Corea del Sud
    • 2024 – Europa Orientale seguendo l’Orient Express
    • 2023 – Nepal e India, sulle tracce di Buddha
    • 2023 – Roma – Costantinopoli
    • 2022 – Marocco
    • 2022 – Islanda
    • 2021 – Boston – Washington
    • 2021 – Helsinki – Capo Nord
    • 2021 – La via dell’acqua
    • 2020 – Francigena del Sud
    • 2019 – Nuova Zelanda
    • 2019 – Varsavia – Mosca
    • 2018 – Thailandia
    • 2018 – Giappone
    • 2017 – California
    • 2017 – Algarve e Cammino Portoghese
    • 2017 – Via Romea Germanica
    • 2016 – Cuba
    • 2016 – Cammino di Santiago
    • 2015 – Lago di Costanza e valle del Reno
    • 2014 – Danubio
    • 2013 – Olanda
  • Mappa
  • Equipaggiamento
  • Parlano di noi
  • Contatti
Giappone, Viaggi

Dall’isola di Omishima a Imabari

posted by Alessandro Falleni
Ago 8, 2018 1961 10 3
Share

Siamo a Imabari, una cittadina che si affaccia sul mare interno di Seto, nella prefettura di Ehime. È dominata da un imponente castello del milleseicento, con un enorme fossato in cui scorre acqua di mare. A Imabari sono presenti sei degli ottantotto templi dello Shikoku Henro.

Ci siamo svegliati presto nella Guest House di Joy. Ci prepariamo e scendiamo a prendere le bici. Appena scesi notiamo un gruppo di persone, amici di Joy, che sta facendo colazione. Ce li presenta. Fortunatamente una di loro parla un buon inglese. È di Yokohama, vicino a Tokyo e si trova sull’isola di Omishima in vacanza con i figli.

È ora di risolvere il mistero delle spiagge. Le chiedo incuriosito come mai i giapponesi non vanno in spiaggia e se ci vanno stanno coperti. La risposta, alla fine, è la più ovvia. Perché non amano il mare, tantomeno la pelle abbronzata, che trovano volgare. Tokyo fa eccezione, in quanto, specialmente i giovani, amano andare al mare ed essere abbronzati. Mistero risolto!

É ora di rimettersi in sella. La ciclabile Shimanami Kaido passa dall’altra parte dell’isola. Noi dobbiamo affrontare al contrario i tre chilometri di salita e altrettanti di discesa percorsi ieri per arrivare alla Guest House. Le salite la mattina presto sono sempre più faticose!

Ormai siamo caldi e facciamo una tirata di quindici chilometri prima di fare una sosta; man mano che passano i giorni stiamo prendendo il ritmo. Il tempo e i chilometri che intercorrono tra le soste aumentano.

Pedaliamo godendoci questi paesaggi unici che presto abbandoneremo. I chilometri scorrono; attraversiamo due ponti toccando le isole di Hakata e Oshima, dove ci fermiamo per pranzo. Ci rimane da superare l’ultimo ponte che ci porterà a Imabari. Lo imbocchiamo attraverso una lunga salita; è lunghissimo, 4,5 chilometri di acciaio e cemento. Il mare sottostante è attraversato da correnti fortissime che formano dei grandi vortici; sono impressionanti da vedere.

Arriviamo finalmente ad Imabari. Il nostro ryokan si trova in centro, affacciato sul mare. Seguiamo il lungomare per raggiungerlo; tra il mare e le case è stato eretto un muro alto 4 metri molto spesso. Chissà se serve a proteggersi dalle onde provocate dai tifoni o dagli tsunami provocati dai terremoti; comunque sia questa barriera che oscura la visuale del mare rende claustofobici.

Arriviamo al ryokan, completiamo il check-in e lasciamo le bici. Dobbiamo comprare l’equipaggiamento del pellegrino, per poter affrontare al meglio lo Shikoku Henro. Chiediamo al tizio del ryokan, che, dopo qualche telefonata, ci indirizza in un negozio vicino.

Il negozio vende solo articoli sacri. Entriamo e subito veniamo accolti da almeno quattro commesse gentilissime in divisa. Cerchiamo di capirci, un po’ mimando, un po’ a gesti. All’interno del negozio ci sono templi realizzati in legno, in metallo, Buddha di tutte le dimensioni, oracoli da casa e, ovviamente tutto l’occorrente per lo Shikoku Henro:

  • Sugegasa, il cappello di paglia.
  • Hakui, la veste bianca, simbolo della purezza e dell’innocenza. Una scritta sulla schiena recita la frase  “dogyo ninin” che significa “due persone  che viaggiano insieme (il pellegrino e Kobo Daishi)”.
  • Zudabukuro, la borsa bianca che contiene gli incensi e le candele.
  • Nokyocho, il libro sul quale si appongono i timbri dei templi visitati.
  • Osamefuda, il foglio con il Buddha sul quale il pellegrino scrive il nome, la provenienza e il desiderio che lo spinge alla preghiera. 
  • Jirei, la piccola campanella da suonare ad ogni sutra (preghiera buddhista). 
  • Wagesa, la stola da tenere intorno al collo.
  • Juzu, il rosario buddhista. 
  • Congo zue, il bastone al cui interno è presente lo spirito di Kobo Daishi che indica il cammino.

Mentre scegliamo ci servono del té con i biscotti, per rendere più piacevole il tempo trascorso nel negozio.

Per motivi di spazio non possiamo acquistare tutto. Ne usciamo con due Juzu, una Hakui, una Jirei e un blocchetto di duecento osamefuda.

Soddisfatti  degli acquisti ci fermiamo a fare la spesa e torniamo al ryokan dove ci attendono un meritato onsen e la cena. Poi a letto.

Da domani i chilometri percorsi diminuiranno per i prossimi nove giorni. Dobbiamo sofffermarci nei vari templi e cercare di coglierene la spiritualità.

[Mostra slideshow]
IMG_4841
DSC_0116
DSC_0123
DSC_0121
IMG_0794
DSC_0124
DSC_0127
DSC_0129
DSC_0132
DSC_0136
IMG_4847
DSC_0145
DSC_0130
DSC_0140
DSC_0120
DSC_0149

 

AwolbambinibiciCubefamigliaGiapponeImabariSpecialized
Share

Previous

Da Onomichi all'isola di Omishima

Next

L’inizio del nostro Shikoku Henro

You Might Also Like

Nuova Zelanda, Viaggi
Dic 22, 2019

Pedalando controvento

Siamo a Greta Valley in una piccola e sporchissima cabin. L’arredamento è spartano, vecchio e consumato, la...

Read More
7 2
Francigena del Sud, Viaggi
Ago 22, 2020

Inconvenienti di viaggio

Al termine di una spiacevole disavventura siamo finalmente in una camera di albergo vicino alla stazione di Bari....

Read More
9 0

Comments

1 commento
  1. posted by
    Giovannella
    Ago 8, 2018 Reply

    Finalmente anche Ale con il kimono……ora manca Micky!!!!!

  2. posted by
    Giovannella
    Ago 8, 2018 Reply

    A proposito puoi chiedere a quel ciclista giapponese dove ha comprato quel sobrio completino?Vorrei regolarmente uno uguale,uguale per il tuo compleanno!😁😁😁😁

  3. posted by
    Tommaso
    Ago 10, 2018 Reply

    Che belle foto!!!!!❤️

Leave A Comment Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

labicisifainquattro - Copyrights © 2018
Back top