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Da Canterbury alle Alpi, Viaggi

Da Canterbury alle Alpi

posted by Alessandro Falleni
Ago 9, 2026 145 0 3
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Finalmente di nuovo in viaggio. Quest’anno, tra esami universitari e un cambio di lavoro, dovremo un po’ adattarci. Ma la voglia di partire è sempre la stessa.

Dopo aver percorso la Via Francigena dalle Alpi a Roma e la Via Francigena del Sud, da Roma a Santa Maria di Leuca, completeremo il nostro pellegrinaggio ripercorrendo l’ultimo tratto, sulle orme di Sigerico (più o meno), l’arcivescovo di Canterbury che, nel 990, intraprese il viaggio verso Roma per ricevere il pallio da Papa Giovanni XV.

Pedaleremo quindi da Canterbury alle Alpi, chiudendo idealmente il cerchio del nostro viaggio lungo la Via Francigena.

Micky, Niccolò e Michelangelo sono partiti alcuni giorni fa alla volta di Londra. Un paio di giorni a zonzo per la capitale inglese e poi, finalmente, in sella verso le Alpi.

Sono usciti da Londra destreggiandosi nel traffico fino a raggiungere Canterbury, il punto di partenza del nostro viaggio. Anche se, a voler essere pignoli, il buon Sigerico annotò il percorso nel suo diario durante il viaggio di ritorno da Roma verso Canterbury.

Canterbury è una piccola cittadina di pietra che conserva intatto il fascino di un tempo. Loro hanno visitato la cattedrale e fatto timbrare le credenziali dal padre che accoglie i pellegrini.

I numerosi timbri già raccolti sulle credenziali hanno evidentemente gasato il religioso: li ha invitati a firmare un libro, ha voluto scattare una foto ricordo con loro e si è persino offerto di accompagnarli personalmente all’interno della cattedrale, conducendoli fino alla pietra che indica il chilometro zero del pellegrinaggio.

Da Canterbury hanno poi pedalato tra campi e villaggi fino a Dover, dove si sono imbarcati alla volta di Calais, in Francia.

Oggi entreranno in Belgio e arriveranno a Bruges.

Io, nel frattempo, mi sono appena imbarcato alla volta di Bruxelles. Monterò la bicicletta e li raggiungerò a Bruges.

Da lì, nelle prossime due settimane, attraverseremo il Belgio, il Lussemburgo e la Francia, per arrivare infine in Svizzera, a Basilea dove prenderemo un treno per Milano per poi separarci, momentaneamente, di nuovo: Niccolò rimarrà nella città meneghina per preparare i suoi esami universitari, mentre Micky e Michelangelo torneranno a Livorno e io proseguirò verso Roma per la prima settimana lavorativa post ferie.

L’arrivo a Bruxelles

La sveglia suona quando è ancora notte fonda. Alle quattro un taxi mi aspetta fuori casa per accompagnarmi in aeroporto. Poi il volo verso Bruxelles.

Atterro nella capitale belga alle 8:40. Ci sono 13 gradi e io, ovviamente, non sono assolutamente preparato a questa temperatura.

Il tempo di ritirare la bicicletta e iniziare a montarla e, fortunatamente, il sole comincia a scaldare l’aria. La temperatura diventa piacevole e sembra finalmente il momento giusto per partire. Sembra. Durante il montaggio arriva infatti il primo imprevisto: il collarino della sella è rotto.

La sella scende fino a toccare la ruota posteriore e la frena. Serve urgentemente un ciclista che abbia il ricambio o che sia in grado di trovare una soluzione.

Il negozio più vicino è a sette chilometri. Parto comunque. Pedalo sempre in piedi, tenendo con una mano la sella che, con la borsa attaccata, continua a frenare la ruota. Una faticaccia.

Arrivato dal primo ciclista, però, la soluzione non arriva. Il proprietario, poco propenso a trovare alternative, mi dice che non può aiutarmi e mi indirizza verso un altro negozio, tre chilometri più avanti.

Finalmente trovo due ragazzi bravissimi e disponibilissimi.

Non hanno il ricambio, ma con pazienza, ingegno e buona volontà cercano una soluzione. Alla fine riescono a riparare il pezzo e, come se non bastasse, mi riempiono anche le due borracce con acqua fresca. Quando chiedo quanto devo, mi rispondono che non vogliono nulla.

Riparto con la bici funzionante e una bella dose di fiducia nell’umanità. Ora, però, è davvero ora di partire. Mi aspettano 120 chilometri per raggiungere il resto della famiglia, che sta pedalando verso Bruges. Ed è già passato mezzogiorno.

Anche loro non scherzano…

Nel frattempo, Micky, Niccolò e Michelangelo non se la passano molto meglio.

La ruota della bicicletta di Niccolò è forata. Bisogna sostituire la camera d’aria, ma il copertone non ne vuole sapere di uscire. Dopo quasi mezz’ora di lotta e mani ormai rovinate, finalmente riescono a smontarlo. Montano una camera d’aria e scoprono così che perde e che il primo ciclista disponibile si trova a circa dieci chilometri. La soluzione? Uber.

Niccolò sale in macchina con la bicicletta e si fa portare dal ciclista, mentre Micky e Michelangelo lo raggiungono pedalando.

Direi che la giornata non è iniziata nel migliore dei modi.

Attraverso il Belgio

Finalmente monto in sella e comincio il mio viaggio sul pavé di Bruxelles, dirigendomi verso nord.

L’uscita dalla città, caratterizzata da un continuo saliscendi, è il modo migliore per riscaldare ben bene le gambe. Poi, quasi all’improvviso, cambia tutto.

Mi ritrovo immerso nella campagna fiamminga. Pedalo lungo una rete di ciclabili che corre accanto ai canali e alle ferrovie, attraversando campi, piccoli paesi e distese di verde.

La rete ciclabile è davvero impressionante. Le città sono collegate da vere e proprie autostrade per biciclette, utilizzate da tantissimi ciclisti.

Non mi stupisce affatto che il Belgio abbia prodotto e continui a produrre così tanti campioni del ciclismo.

La strada è prevalentemente pianeggiante e riesco a tenere una buona media. Ma più che la fatica, mi godo il paesaggio: pedalare qui è un vero piacere.

Un’altra foratura

Nel frattempo Niccolò ha riparato la bicicletta e ora pedalano lungo l’EuroVelo 12, nota come la Ciclovia del Mare del Nord nella regione dell’Hauts-de-France, verso il confine belga, lungo ciclabili pianeggianti che attraversano campi, canali e piccoli borghi rurali.

Poi arriva il momento di entrare in Belgio. Un cartello segna il confine. Peccato che proprio in quel momento sia il turno di Micky di forare.
E questa è già la seconda volta: aveva già bucato a Canterbury.

Il problema è che non hanno più camere d’aria. Fortunatamente si trovano nei pressi di De Panne, così decidono di procedere velocemente verso la città, nella speranza di trovare un ciclista che possa aiutarli.
La ruota viene riparata, ma ormai è troppo tardi per pensare di arrivare a Bruges pedalando. Fortunatamente da De Panne c’è un treno per Bruges.
Salgono sul treno con le biciclette e il gioco è fatto.
Arrivano alla stazione di Bruges intorno alle 17:30. Ancora pochi chilometri e raggiungono la casa dove passeremo la notte.

Una casetta di campagna davvero graziosa, con un laghetto pieno di pesci rossi e ninfee, un piccolo pollaio con le galline e un bellissimo gallo.

Finalmente insieme

Quando mi chiamano sono a 17 chilometri dall’arrivo. Pedalo seguendo un canale che conduce a Bruges. Attraverso la graziosissima città, che visiteremo con calma domani mattina, e poi mi dirigo verso la nostra casa.

Ad aspettarmi ci sono Niccolò e Michelangelo. Micky, invece, è andata a fare la spesa: torna un aperitivo di benvenuto e la cena.
Finalmente siamo tutti insieme.
Mangiamo, ci raccontiamo la giornata e loro mi raccontano nei dettagli la prima parte del viaggio.

Siamo stanchi morti e, dopo cena, non ci vuole molto prima di finire tutti a letto.
Domani ci aspetta la visita di Bruges e poi ci sposteremo verso la graziosissima Gent, o Gand, come viene chiamata in francese.

Il viaggio è appena cominciato.

Natural History museum
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Pietra km 0
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si parte
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gente
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safety first
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Dover
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confine
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un pizzaiolo è morto
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meccanici
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Comments

1 commento
  1. posted by
    francescabianca
    Ago 10, 2026 Reply

    Buon vento! Se ripassate da Bruxelles fate un fischio che vi invito a cena. Una lucchese a Bruxelles

    • posted by
      Alessandro Falleni
      Ago 10, 2026 Reply

      Ciao Francesca. Che piacere risentirti. In realtà noi siamo lungo la strada che va da Gent a Bruxelles. Nel primo pomeriggio arriveremo per far vedere ai ragazzi almeno la piazza principale e l’enfant che pis. Se vuoi ci troviamo
      Per un caffè. Saluti da noi.

  2. posted by
    francescabianca
    Ago 10, 2026 Reply

    Ah però vedo ora che avevi scritto primo pomeriggio… Sarete già ripartiti allora! Peccato!

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